Il 30 settembre 2026 la Regione Toscana ha pubblicato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR), approvato dal Consiglio regionale il 30 luglio con la delibera n. 62/2026. Dentro il piano c’è una possibilità che riguarda chi possiede o gestisce dei terreni: chiedere che il proprio fondo rustico venga sottratto alla caccia programmata.
La finestra è breve. Le domande si possono presentare per trenta giorni dalla pubblicazione, quindi entro il 30 ottobre 2026.
Chi può chiedere il divieto e come
La richiesta spetta al proprietario o al conduttore del fondo. Si presenta solo online, sul portale della Regione Toscana, accedendo con CNS, CIE o SPID e compilando il formulario «Richiesta di divieto di caccia nel proprio fondo rustico» (art. 25 della L.R. 3/94). Serve una marca da bollo da 16 euro. La struttura regionale competente comunica l’accoglimento o il rifiuto entro 60 giorni dal ricevimento della domanda.
Le condizioni: due strade possibili
Non basta volerlo. Nell’Allegato 2 del PFVR (il documento di pianificazione), al paragrafo 2.4.1, la richiesta deve rientrare in una di queste due fattispecie:
- Superfici di almeno 200 ettari accorpati, con ampiezza e caratteristiche ambientali tali da consentire un’azione reale di tutela e salvaguardia della fauna selvatica.
- Superfici in cui si conducono programmi sperimentali di allevamento e coltivazione, attuati con finanziamenti pubblici e finalizzati alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica.
Il nodo dei 200 ettari
Pochissimi proprietari, da soli, arrivano a 200 ettari. Per questo il piano prevede che l’estensione possa essere raggiunta unendo i fondi di proprietari e conduttori confinanti. In quel caso la domanda deve essere fatta da ogni singolo proprietario o conduttore, e nel formulario regionale è possibile collegare tra loro le varie domande dei confinanti.
Con i tempi così stretti, la parte più difficile non è compilare il modulo ma trovarsi in tempo: capire chi confina con chi, mettere insieme le superfici e presentare le domande in modo coordinato.
Un supporto per chi vuole provarci
Lo studio tecnico che ci ha segnalato la procedura si è reso disponibile a offrire una supervisione sull’eventuale aggregazione di proprietari di fondi rustici interessati a presentare la richiesta. Se la Regione dovesse accogliere la domanda, lo studio potrà anche seguire la pratica per tutta la documentazione da fornire all’ente.
Chi è interessato può scriverci a info@comunitadelboscomontepisano.it: per essere messo in contatto con lo studio. Prima di muovervi, leggete con attenzione le pagine ufficiali della Regione.