La Verruca ferita: il vandalismo che ostacola chi si prende cura del Monte

Sulla cima orientale del Monte Pisano c’è una fortezza che da otto secoli guarda la pianura tra Pisa e l’Arno. La Rocca della Verruca, l’Occhio dei Pisani, ha attraversato guerre, secoli di abbandono e nel 2018 anche il grande incendio. Oggi sta attraversando una prova diversa, più silenziosa e per certi versi più amara.

Alla fine dell’anno 2024 la porzione della Rocca che ricade nel Comune di Vicopisano è stata acquistata da Nicola Gualerci, con un obiettivo dichiarato fin dal primo giorno: mettere in sicurezza il monumento, studiarlo e recuperarlo, per renderlo un giorno di nuovo visitabile. Da allora il cantiere è stato preso di mira con una continuità impressionante. Furti di materiali destinati al consolidamento, mattoni e malta compresi. Malta muraria danneggiata appena posata. Uno scalino distrutto. Recinzioni di sicurezza tagliate e rimosse più volte, insieme ai cartelli di cantiere. Incisioni sulle pietre interne della Rocca, che su un bene storico vincolato sono un danno permanente. E poi accessi abusivi, bivacchi notturni con tanto di fuochi accesi, rifiuti abbandonati. Secondo quanto riferito dalla proprietà ci sarebbero anche la contaminazione dell’acqua contenuta nelle cisterne in plastica per i lavori edili portate con l’elicottero e l’asportazione di pietre originali della struttura medievale.

L’episodio più recente risale ad aprile: nuovi danneggiamenti alle murature, con un danno stimato in decine di migliaia di euro. La proprietà ha presentato formale querela e ha chiesto alla Soprintendenza una valutazione urgente per misure di tutela più efficaci. Non si tratta quindi di voci o di episodi isolati, ma di una sequenza documentata, denunciata alle autorità e riportata più volte dalla stampa locale.

Perché ci riguarda

Verrebbe da pensare che sia una vicenda privata. Un proprietario, un cantiere, dei vandali. Invece riguarda tutti, perché la Verruca è patrimonio storico vincolato e, prima ancora, è parte dell’identità del Monte Pisano. Ogni pietra incisa e ogni muro danneggiato non colpiscono soltanto un privato che, a proprie spese e senza fondi pubblici, sta provando a fare ciò che per decenni nessuno ha fatto. Colpiscono il territorio intero, perché allontanano il giorno in cui quel luogo potrà tornare ad accogliere chiunque voglia salirci.

Come Comunità del Bosco conosciamo bene questa dinamica. L’abbiamo vista nel 2018, quando il fuoco ha divorato in poche ore ciò che generazioni avevano costruito, e la rivediamo ogni volta che la cura del territorio viene scambiata per un’imposizione e l’abbandono per libertà. Ma un monumento medievale pericolante non è un luogo libero, è un luogo pericoloso. Le recinzioni di un cantiere non tolgono la Verruca a nessuno: la stanno restituendo. Chi le taglia, chi incide le pietre, chi ruba i materiali del restauro non difende alcun diritto. Ruba tempo, risorse e futuro a tutti.

La nostra posizione

La Comunità del Bosco del Monte Pisano esprime piena solidarietà alla proprietà della Rocca e condanna senza ambiguità gli atti vandalici, i furti e i sabotaggi che ne stanno ostacolando il recupero.

Alle istituzioni competenti, dal Comune alla Soprintendenza alle forze dell’ordine, chiediamo di esprimere la loro posizione ufficiale contro questi atti di vandalismo e un presidio reale di un bene di interesse storico nazionale. La tutela del patrimonio nei territori meno presidiati non può reggersi soltanto sulla resistenza di chi se ne fa carico. A chi frequenta il Monte chiediamo di rispettare le recinzioni e i divieti di accesso, che esistono per ragioni di sicurezza e di legge, e di segnalare alle autorità eventuali comportamenti illeciti. E a tutta la comunità del territorio chiediamo di non restare indifferente, perché la differenza tra un monumento recuperato e un rudere perduto la fa anche il clima che un territorio sa costruire intorno ai propri luoghi.

Il Monte Pisano sta lentamente rinascendo dalle ferite dell’incendio grazie al lavoro di tante mani: proprietari, volontari, tecnici, scuole, aziende. La Verruca merita di far parte di questa rinascita. Difenderla oggi significa difendere l’idea stessa che prendersi cura di un luogo abbia senso.

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